Super Walter eccolo quà! Maggio 31, 2007
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Il Super Sindaco Walter Veltroni dopo il sondaggio di Repubblica è il leader designato dal popolo per la guida del futuro Partito Democratico. Io ancora non so se sia Partito Democratico o Partito Defunto, ma tant’è, chi vivrà vedrà… e comunque manco c’era bisogno del sondaggio, si sa da sempre che il Super Sindaco, (che ancora dice che vuol ritirarsi in Africa) è il naturale leader della futura coalizione del centrosinistra. A che pro tutto ’sto casino su una questione che non ha alcuna rilevanza concreta per la vita del paese? E’ la seconda volta che la sinistra lancia un giovane alla conquista dell’Italia, dopo avergli fatto conquistare prima il governo della Capitale per 8 anni, lo sanno anche i bambini. Va bene che non si deve mettere in discussione il ruolo trainante e spirituale dell’attuale Capo di Governo nei confronti del futuro PD, ma smettiamola con queste futili discussioni che sembrano solo dar bella forma e colore ad un palloncino che rischia di scoppiare anzitempo. Spero solo che il buon Walter dopo aver incantato Roma, non faccia altrettanto con l’intera Italia, che segua allora il suo predecessore Rutelli, bello ma inutile…
PS: il sondaggio si può ancora votare, ma è inutile perchè il distacco di Super Walter nei confronti dei suoi diretti inseguitori, è veramente troppo.
La banalità del male Maggio 31, 2007
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Dato che oggi non mi sento molto inspirato per scrivere grandi cose, riprongo questo articolo scritto ieri dal mio amico Manuel Fondato e pubblicato sul blog di Andrea Pierleoni.
La banalità del Male è il titolo di un libro di Hannah Arendt, pubblicato nel 1963, che raccoglie i resoconti dell’autrice, corrispondente del settimanale New Yorker, per il processo ad Adolf Eichmann, gerarca nazista catturato nel 1960 e processato a Gerusalemme nel 1961. Dal dibattimento in aula, infatti, la Arendt ricaverà l’idea che il male perpetrato da Eichmann, come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili dell’olocausto, fosse dovuto non ad una indole maligna, ben radicata nell’anima, quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni. Gli stessi imputati del processo di Norimberga, spogliati dagli orpelli e dalle divise del nazismo, apparvero come piccoli uomini grigi impauriti, burocrati che eseguivano ordini indicibili al pari dell’ impiegato statale qualunque, di cui Heichmann incarnò l’archetipo. La cronaca nera di questi ultimi anni ha dimostrato che le teorie della Arendt non solo sono fondate ma anche drammaticamente attuali. Il male non ha afflato diabolico, non proviene solo dalle deviazioni mentali degli assassini seriali, non ha grandi disegni criminali, il male è normale, banale, ha la faccia anonima di Mario Alessi, che ha alzato una vanga su Tommaso D’Onofrio, anni 5, quella da casalinga di Voghera di Rosa Bazzi, che ha sgozzato un bambino di 2 anni, quella da operaio di suo marito Olindo, complice nella strage di Erba, quella alienata e fastidiosamente sorridente di Anna Maria Franzoni (secondo due gradi di giudizio), per arrivare all’ultima: quella torva di Roberto Spaccino, che ha massacrato la moglie incinta l’altro giorno. Per capire orrori simili si vorrebbe sempre che il male indossasse maschere mostruose, come sosteneva Nietzche, ma ci si deve rassegnare al fatto che l’assassino è il muratore, lo spazzino, la casalinga, la madre, il marito. Quando i magistrati diedero all’inafferrabile Mostro di Firenze il volto di Pietro Pacciani, i molti innocentisti obiettarono che un vecchietto rubizzo ed analfabeta non poteva essere il glaciale serial killer, che i primi profili criminologici volevano alto, di cultura anglosassone, con nozioni chirurgiche. Invece ormai dovremmo tutti rassegnarci all’orrore della porta accanto, all’involuzione della nostra società che sembra non avere più posto per la civiltà. Si inizia la mattina presto insultando l’automobilista che non riparte al semaforo, se si trascende lo si ammazza anche di botte, come è accaduto a Roma qualche mese fa, si prosegue in famiglia. Già in famiglia. Proprio quella famiglia che una recente ed oceanica manifestazione ha difeso. Ma la famiglia non deve guardarsi solo dall’eventuale approvazione dei Dico, dovrebbe anche guardarsi dal generale scadimento dei sentimenti, dalla generale incapacità a conservare un legame duraturo, dalla ricerca esasperata di nuovi stimoli e nuove avventure. Mariti e mogli, fidanzati e fidanzate si mollano e si cambiano come le scarpe, ci si picchia per una camicia mal stirata, si litiga se non ci si accompagna a fare la spesa, il tutto tollerato da un’alzata di spalle della maggior parte di noi che dice solamente ”è normale”. Ci stiamo abituando a questa normalità, talmente ordinaria che alla prossima donna incinta presa a calci o al prossimo bambino ucciso, diremo “è normale” e, forse, la maggior parte della gente non si indignerà più. A me consentite di farlo ancora.
J’Adore Opus Google Maggio 30, 2007
Posted by polspot in Internet.add a comment
Io adoro Opus Google, ma mi sa che non sono il solo, nella newsletter dei Bastardi Dentro mi è arrivata questa simpatica immagine di quello sarà in grado di fare Opus Google tra 20 anni…
La politica lontana Maggio 30, 2007
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Ripropongo la bozza originale dell’articolo pubblicato su SpinDoc.
Un libro sicuramente da leggere quello della Baldi, un libro utile sia per gli studiosi e gli appassionati di comunicazione politica che per gli studenti alle prime armi. Per i primi sarà un utile strumento di ripasso e di messa a punto che non fa mai male, per i secondi un libro che offre una panoramica abbastanza completa sul mondo della comunicazione politica, con in aiuto una buona bibliografia. Nel libro infatti c’è un po’ di tutto, ma sempre spiegato con semplicità e chiarezza, i capitoli sono brevi e sintetici, forse solo l’inizio è un po’ lento, ma per il resto non ci si annoia mai.
Il titolo e il sottotitolo traggono forse un po’ in inganno, (uno chissà quale ricerca si aspetta…), in realtà è un libro che ripercorre i tanti e vari aspetti dell’evoluzione della comunicazione politica e del suo rapporto con il cittadino. Da notare e da apprezzare l’inserimento del Piccolo Principe nel capitolo sull’attribuzione di significato.
Per gli appassionati qualche parola chiave che il libro espone e che è bene non scordare: Opinione Pubblica e Autorefenzialità della Realtà Mediata; Immagine Pubblica; Processo di Leaderizzazione; Rituali, Simboli e Brand; Talk Show e Politica Infotainment; Politica Slogan; Televisione come Mezzo Re; Agenda Setting & Co. e Dipendenza Cognitiva; Sondaggi e Opinioni; Politica Elettronica e Nuove Tecnologie. Solo alla fine di questo viaggio rispunta il leit motiv del titolo: La Politica Lontana. O meglio Lontanissima, sempre più per pochi intenditori ed interessati (che hanno interesse ad interessarsi), e che anche con lo sviluppo delle nuove tecnologie, più che avvicinare, sembra allontanare… le conclusioni a cui giunge l’autrice non possono non lasciare un sapore amaro.
[La politica deve oggi cercare di risvegliare l’interesse delle persone per la vita pubblica attraverso la produzione di una nuova relazione massa-élite incentrata sulle questioni cruciali per la società del nuovo secolo. Paradossalmente, l’interesse per la comunicazione politica si accompagna al disimpegno per la vita pubblica e ad un metadiscorso politico che indebolisce lo spirito civico dei cittadini. I politici italiani appaiono troppo impegnati nella ricerca di consenso attraverso lo scontro sterile su ogni questione per produrre qualcosa di concreto eccetto l’instaurarsi di un clima di malumore e di pessimismo e una chiusura nella sfera privata. La distanza tra partiti politici e cittadini sembra oggi incolmabile; la delega totale ai mass media dell’attività di comunicazione tradizionalmente svolta attraverso la socializzazione interna ai partiti, la personalizzazione e spettacolarizzazione del leader ed il declino della retorica hanno allontanato la politica dalle persone con grave rischio di vedere anestetizzata la democrazia italiana da una compiuta legittimazione.]
La politica lontana, di Benedetta Baldi, Bulzoni editore, 2007 euro 18
Il Giappone che non ti aspetti è Miss Universo Maggio 29, 2007
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Dopo Jenna, un’altra J fa il tifo per Hillary Maggio 29, 2007
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Un’altra J si aggiunge al cuore di Hillary. Dopo Jenna Jameson è la volta di Jane Fonda a dichiarare il suo sostegno elettorale nei confronti della Clinton. Lo fa a Cannes dichiarando che “Negli Stati Uniti la situazione politica è tragica. Non riesco ad immaginare un modo per migliorarla, è importante riuscirci, ma non so come, perchè si è affermata la politica dei soldi, della manipolazione e delle bugie…” Il suo istinto le dice che gli americani ne hanno abbastanza… e sta per arrivare il momento di dire basta… chissà che non sia di buon auspicio anche per l’Italia…intanto non ci resta che Hillary.
da uno spunto su la stampa
Opus Google inaugura il “borsino” delle ricerca on line Maggio 28, 2007
Posted by polspot in Internet.add a comment
Opus Google accende la luce dentro sè stessa e inaugura il “borsino” delle ricerche più “hot”. Il nuovo servizio Google hot trends monitorerà le ricerche effettuate sul suo motore e grazie a speciali algoritmi darà risalto giorno per per giorno alle 100 ricerche più significative. L’idea è quella di evidenziare momento per momento quali sono gli interessi del popolo di internet, realizzando di fatto un sussegursi di polaroid del muoversi dell’intelligenza (o stupidità) collettiva.
Di fatto per me crea una nuova borsa on line, il borsino delle ricerche. Ricerche che vanno sù, ricerche che vanno giù…
Non so al momento quali implicazioni future possa avere, oltre a stimolare ulteriormente i drogati della rete e a ”costituire una miniera di informazioni per giornalisti e ricercatori web” come ha dichiarato il signor Patel (il supervisore del progetto), ma di sicuro sarà l’inizio di una nuova ricerca… e di nuovi lavoratori e nuovi investitori… ricercatori di ricerche, per dirla alla rieducational channel…
da uno spunto su punto informatico
Quando l’eccesso di comunicazione politica fa male… Maggio 28, 2007
Posted by polspot in Cultura, Politica.add a comment
Quante volte nell’entrare nella cabina elettorale abbiamo sentito quel brivido, quell’emozione scorrere nelle vene? Ci siamo ritrovati soli, chiusi in quella cabina a tu per tu con una scheda dove mettere un segno e a volte a scrivere anche un nome. Ogni volta abbiamo scelto un simbolo di partito e magari abbiamo anche dato una preferenza per qualcuno. Sempre nel nel più assoluto segreto. Le tasche ancora trasudavano santini, ricevuti o ancora da distribuire. Ne abbiamo preso qualcuno, per esser sicuri di non sbagliare e poi abbiamo segnato con la matita che non scrive mai bene, e allora a ricalcare per fare la X perfetta e a scrivere il nome come meglio non si può. Sempre attenti fino al compimento della missione. Poi si esce, si infila la scheda nello scatolone e cosa rimane? Nulla, neanche una ricevutina, un souvenir per aver fatto il nostro diritto/dovere di esemplari cittadini. E allora quante volte ci è venuta la voglia di portarci via qualcosa, che so, la matitina o un pezzo di scheda. Ma non l’abbiamo fatto. Però magari con la tecnologia silenziosa di oggi abbiamo voluto fare una foto ricordo, è pur sempre il nostro voto… e nessuno può dubitare che io non abbia votato quel partito o candidato.
Per chi o per cosa abbiamo votato, il bisogno di comunicare e di rendere partecipi della nostra scelta altre persone rimane immutato, e dato che non possiamo portare i nostri amici dentro la cabina e amiamo la comunicazione politica totale, non possiamo resistere nel non fare una bella foto, che almeno testimoni il nostro atto di fede. Purtroppo però bisogna ricordarsi che è vietato fotografare il voto perchè si viola la segretezza del suffragio. Con tutto l’amore che uno può volere per la comunicazione politica, questa particolare forma è VIETATA. Qualcuno in Sicilia se lo è scordato ed è stato beccato in flagrante. E poi dicono che l’eccesso di amore non fa male…
da uno spunto su punto informatico
Orgoglio Neo-Conf Maggio 27, 2007
Posted by polspot in Cultura, Libri e riviste.add a comment
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Ho appena finito di leggere NEO-CONF (Auto)ritratto del nuovo confomista di Andrea Pugliese, così prima che anche questo libro passi nel dimenticatoio della mia memoria, tanto vale scrivere due righe. Un libro simpatico, da leggere in bagno, o nei momenti di stanchezza, quando non si è troppo su per leggere qualcosa di impegnativo, o quando non si è troppo giù per leggere un romanzo o addirittura ritirarsi a guardare la televisione. Una buona via di mezzo insomma, come vorrebbe proprio l’autore, il neo-conf che vuole sempre stare nel mezzo, sempre a fare contenti tutti. Ancora non so se ne sia valsa veramente la pena comprarlo, ma tant’è oramai l’ho pure letto. Mi ha attirato il titolo e le foto presenti all’interno. E poi avevo bisogno di testare il mio grado di “conformability”, perché non si sa mai di questi tempi, meglio essere prudenti per non avere problemi… Un onesto 6- se lo merita. Forte della “scientificità sociologica” della vita liquida di Bauman, il libro è un piccolo viaggio all’interno del mondo del nuovo conformista che “deve continuamente adeguarsi a un flusso di idee deboli e di mode mutevoli, deve mostrare opinioni senza avere idee, deve fingere personalità senza essere una persona”. È l’apologia del nuovo orgoglio conformista.
Una chicca sono le nuove regole del viver bene:
“- Non date mai agli altri più di quello che si aspettano da voi, ovvero date sempre meno di ciò per cui siete pagati.
- Onorate il padre e la madre finché garantiscono vitto, alloggio, e un contributo alla rata del mutuo.
- Abbiate sempre un’opinione su come risolvere ogni problema che non vi riguardi direttamente come se esso vi coinvolgesse in prima persona. Si tratti di un eruzione alle Hawaii, della microcriminalità a Secondigliano, o della Zona a Traffico Limitato.
- Di un paio di corna non è mai morto nessuno e fanno bene alla coppia che riscopre nuovi stimoli e sfide. Ricordate che gli atti impuri stanno soltanto negli occhi di che guarda.
- Rubare dalle tasche del prossimo è reato, difendersi dall’iniquità del fisco è fare giustizia in un sistema che pensa solo a sé stesso.
- Nominate pure il nome di Dio invano tranquillamente, tutti sanno che simpatizza per i Neo-Conf.
- Trasmettete sempre una sensazione positiva di voi stessi. Non importa se vi hanno rubato la macchina o se vostra moglie tromba col capo che vi ha appena detto che a causa degli esuberi dovete scegliere tra l’accattonaggio e il tuffo dal ponte della ferrovia.
- Le cose vere non hanno mai nessun valore se non sono verosimili. A che pro realizzare qualcosa a cui gli altri non crederanno mai?
- Soffrire nel presente per un futuro migliore è un’attività idiota. Se non vedete subito i frutti del vostro sforzo significa che la state prendendo in quel posto.
- Non uccidete mai quando rischiate di ricevere gli schizzi sulla vostra camicia. Delegate sempre.”
Se uno ha ancora dubbi sul suo “posizionamento” nella società, meglio che se lo vada subito a comprare…meglio conformisti che morti.
E’ in edicola L’Europeo con uno speciale VOTANTONIO… da comprare! Maggio 26, 2007
Posted by polspot in Libri e riviste, Politica.2 comments
L’Europeo di maggio esce con un numero speciale sui linguaggi della politica e sul rapporto partiti-leader-elettori dal 1946 al 2001. Assolutamente da comprare.
L’introduzione al volume di Daniele Protti mi pare ottima. La ripropongo con qualche taglio:
[Nessuno come Silvio Berlusconi è riuscito a imprimere una svolta tanto radicale nella comunicazione politica italiana che, nonostante l'avvento della televisione continuava a rimanere arroccata sugli archetipi post-bellici, con modeste innovazioni. Così sostengono molti, non solo i fans più sfegatati del Cavaliere, per argomentare una svolta pur irrisa, denunciata, avversata con motivazioni spesso condivisibili, almeno sul piano dei contenuti. La comunicazione come spot, l'elettore "coltivato" come consumatore, il messaggio politico ridotto all'osso ("il pericolo comunista") ma insistito con il martello pneumatico etc. Neppure questa era una innovazione, in realtà: per decenni la politica italiana è vissuta sulla "paura del rosso". Ma va riconosciuto a Berlusconi di aver mostrato una temerarietà e una costanza senza cedimenti, dal 1994 a oggi. E soprattutto di aver usato la tv come nessun altro prima ha saputo fare, grazie a quella che Beniamino Andreatta chiamava "l'allergia rispetto alle regole del gioco". Gli avversari hanno seguito l'onda, almeno sinora. Di corsa tutti a Porta a Porta, Ballarò, Matrix etc. con la benedizione dell'ultrapresenzialista Fausto Bertinotti. Giga-mega-manifesti come quelli di S.B., culto della personalità risorgente, adorazione della battuta pensata e studiata per diventare un titolo (che rivela una straordinaria subalternità di tanti politici all'effetto stampa). Ripercorrere la storia elettorale post-bellica evidenzia un intreccio non separabile tra politica e comunicazione, tra contenuti e linguaggio. (...) Noi l'abbiamo sintetizzato nel titolo VOTANTONIO e nell'immagine in copertina di Totò. Per un motivo semplicissimo: tanti guru dovrebbero andare a strudiarsi/ristudiarsi proprio Totò, il più moderno comunicatore del XX secolo.]
Per il resto, basta dire che la rivista è un susseguirsi di emozioni e ricordi. Tra foto, parole ed immagini di manifesti si fa un incredibile full immersion nella storia della politica italiana. Ancora non me lo sono letto tutto, ma soffermandomi sul pezzo della Fallaci mi sono commosso, mentre su quello di Cicciolina un po’ meno… Andatevelo a comprare!



