No future for us Luglio 6, 2007
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Prendo spunto da un paio di articoli, uno su Ragion Politica ed uno del Prof. Golini ripubblicato sul Legno Storto, per ribadire un pensiero sul futuro della nostra generazione. Fratelli d’Italia, di destra, di sinistra o di centro, o ci si inventa qualcosa subito e si decide di operare assieme per una visione comune, per un Italia unita, (almeno tra i nostri pari) o saranno comunue cavoli amari per tutti. Il futuro (di chi oggi ancora non è trentenne, e magari spera di vivere fino, a dir poco, ai settanta) lo vedo veramente nero se continuiamo ad aspettare che qualcuno decida dove vanno le nostre tasse e le nostre trattenute. Non ci saranno problemi per chi avrà ereditato un buono stato patrimoniale (il divario tra chi avrà e chi non avrà è destinato ad allargarsi sempre di più) ma per gli altri, di destra o di sinistra, o arriva il mago Zurlì, o arrivati ai settanta (perchè quella sarà a quel punto l’età minima per andare in pensione) con quei pochi soldi che saranno da distribuire nelle casse dell’Inps e degli altri vari enti, saremo costretti a continuare a lavorare per il resto della nostra vecchiaia, magari a fare qualche lavoro socialmente utile a qualche ricco cinese o marocchino… O ci svegliamo o saremo comunque tutti degli inculati. La triste speranza (con il tasso di crescita della popolazione italiana) è nell’educazione civica dei popoli migratori e nella loro italianizzazione… sigh! Magari ci dessero una mano nel pagare le tasse…
Se no la soluzione (tanto la vita è una sola) è unica e inderogabile: cercare di non pagare le tasse, lavorare in nero e mettere quanti più soldi al pizzo, perchè tanto tutto ciò che noi versiamo va a coprire le pensioni dei nostri padri e nonni. Noi di ciò che versiamo non rivedremo una lira. Giovani d’Italia uniti c’è solo da boicottare la nostra amata Patria che sempre di più decide di non avere un futuro degno dei propri avi. Chissà che non ci tocchi emigrare al più presto…
Un altro articolo da leggere su Ragion Politica
L’Iran che attacca gli Usa grazie all’euro Luglio 2, 2007
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Un interessante articolo sulla guerra economica avviata dall’Iran nei confronti degli USA su il legno storto. La parola d’ordine sembra essere: liberarsi della valuta in dollari prima che perdi sempre più valore nei confronti dell’euro.
Guerra o economia? Giugno 21, 2007
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Le domande: “Conviene investire e utilizzare risorse pubbliche per investimenti riguardanti la difesa? Quali sono gli effeti delle spese militari sulla crescita economica?” Sembrerebbe di no, ma vallo a capire l’essere umano…
E comunque le risposte le prova a dare Lorenzo Tordelli in un interesante articolo su Pagine di Difesa
Nella classifica mondiale della pace l’Italia è al 33esimo posto Giugno 4, 2007
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Prendo spunto da un simpatico articolo su Guida Sicilia che riassume il Global Peace Index, un rapporto che prova a compilare la graduatoria dei paesi più o meno tranquilli del mondo e preparato dagli esperti dell’ Economist Intelligence Unit, braccio analitico in global business intelligence dell’Economist. I risultati? La Norvegia è il paese più tranqullo della Terra, l’Iraq quello più pericoloso, nel mezzo qualche sorpresa…
Il Giappone che non ti aspetti è Miss Universo Maggio 29, 2007
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Prove tecniche di War Games (episode I) Maggio 23, 2007
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Le scene di guerra che fino adesso ci siamo immaginati grazie ai film e ai libri di fantascienza iniziano a prendere sempre più corpo. Ci siamo quasi: gli scenari della guerra elettronica iniziano prendere forma in questi giorni che ci siamo oramai sempre più abituati a sentir parlare solo della guerra in Iraq e dei continui attacchi terroristici.
Tre edisodi di per sè così diversi portano in sè stessi i semi della guerra del prossimo futuro, almeno quella “istituzionale” e non quella terrroristica.
1) L’attacco informatico subito dall’Estonia da parte di cracker che risiedono in Russia e che rappresenta il primo caso di cyber war, un evento che nel prossimo futuro p0trebbe essere la normalità: attaccare la nazione nemica colpendo la rete informatica così da indebolirne l’economia o per distrarne l’attenzione. Su punto informatico .
2) La Apple che ha bruciato 4 miliardi per una falsa notizia uscita dall’interno dell’azienda e arrivata sul blog engadget. Smentita la notizia dopo qualche minuto, il titolo della Apple è ritornato ai livelli iniziali, ma nel frattempo c’è stato un giro enorme di azioni. Chi ci ha guadagnato? Su il legno storto , la stampa, il corriere.
3) L’Europa firma l’accordo per il rilancio delle politiche spaziali europee. Non contenti di questa terra l’Europa volge lo sguardo al cielo per rispondere ad esigenze che spaziano dalla sicurezza alla difesa spaziale, alla ricerca ambientale e al monitoraggio del clima. Ovviamente non si parla di guerra, ma qualcosa lascia immaginare che più che Space Policy, si tratterà di Space Police. Su punto informatico
Staremo a vedere cosa accadrà…


