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500 days to the Day Luglio 15, 2007

Posted by polspot in Politica, Usa 2008.
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Mancano poco meno di 500 giorni all’Election Day americano (477 per la precisione). E dato che il post lo avevo scritto esattamente a meno 500, lascio le mie riflessioni di quache giorno fa che niente hanno a che vedere con il lancio della nuova 500 della Fiat. Le prossime elezioni presidenziali americane saranno forse le elezioni più importanti dell’ultimo secolo. Gli Stati Uniti, dopo il fallimento della “guerra al terrore” sono “obbligati” a cambiare la loro immagine e il loro ruolo geo-strategico nel mondo. Hanno da riabilitarsi. Per questo almeno nella forma i presupposti per un cambiamento ci sono: c’è una donna, c’è un nero, c’è un italo-americano, e poi ci sono tanti altri concorrenti che zitti zitti potranno dir la loro se sostenuti dal grande pubblico. Sarà l’elezione reality per eccellenza caratterizzata da una serie di più: la più costosa, la più dura, la più stancante, la più tecnologica, la più coinvolgente, la più interattiva, la più totale, la più lunga, la più complessa, la più multiforme. Da seguire 24 ore al giorno fino alla fine. Un vero reality show che tappa dopo tappa eliminerà i vari contendenti al titolo, e che più andrà avanti, più farà lievitare (si parla di 500 milioni di dollari a testa per gli ultimi due che arriveranno alla sfida finale). E’ uno show mondiale, vincerà chi avrà più economia e cuore di tutti, ma le implicazioni rimangono infinite e si aspettano colpi di scena.  

500 giorni e poi chissà… sarà un mondo migliore? Speriamo proprio di sì, perchè nel bene e nel male sono elezioni che toccano la coscienza e il cuore di tutti i 6 miliardi di persone di questa Terra. Nel bene e nel male sono elezioni che avranno risvolti politico-economici per tutti gli stati del pianeta. 500 giorni e gli Stati Uniti d’America avranno un nuovo Presidente. Nel bene e nel male speriamo che ce la caveremo lo stesso…  

No future for us Luglio 6, 2007

Posted by polspot in Cultura, Giovani, Guerra, Politica.
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Prendo spunto da un paio di articoli, uno su Ragion Politica ed uno del Prof. Golini ripubblicato sul Legno Storto, per ribadire un pensiero sul futuro della nostra generazione. Fratelli d’Italia, di destra, di sinistra o di centro, o ci si inventa qualcosa subito e si decide di operare assieme per una visione comune, per un Italia unita, (almeno tra i nostri pari) o saranno comunue cavoli amari per tutti. Il futuro (di chi oggi ancora non è trentenne, e magari spera di vivere fino, a dir poco, ai settanta) lo vedo veramente nero se continuiamo ad  aspettare che qualcuno decida dove vanno le nostre tasse e le nostre trattenute. Non ci saranno problemi per chi avrà ereditato un buono stato patrimoniale (il divario tra chi avrà e chi non avrà è destinato ad allargarsi sempre di più) ma per gli altri, di destra o di sinistra, o arriva il mago Zurlì, o arrivati ai settanta (perchè quella sarà a quel punto l’età minima per andare in pensione) con quei pochi soldi che saranno da distribuire nelle casse dell’Inps e degli altri vari enti, saremo costretti a continuare a lavorare per il resto della nostra vecchiaia, magari a fare qualche lavoro socialmente utile a qualche ricco cinese o marocchino… O ci svegliamo o saremo comunque tutti degli inculati. La triste speranza (con il tasso di crescita della popolazione italiana) è nell’educazione civica dei popoli migratori e nella loro italianizzazione… sigh! Magari ci dessero una mano nel pagare le tasse…

Se no la soluzione (tanto la vita è una sola) è unica e inderogabile: cercare di non pagare le tasse, lavorare in nero e mettere quanti più soldi al pizzo, perchè tanto tutto ciò che noi versiamo va a coprire le pensioni dei nostri padri e nonni. Noi di ciò che versiamo non rivedremo una lira. Giovani d’Italia uniti c’è solo da boicottare la nostra amata Patria che sempre di più decide di non avere un futuro degno dei propri avi. Chissà che non ci tocchi emigrare al più presto…

Un altro articolo da leggere su Ragion Politica

L’Iran che attacca gli Usa grazie all’euro Luglio 2, 2007

Posted by polspot in Guerra, Politica.
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Un interessante articolo sulla guerra economica avviata dall’Iran nei confronti degli USA su il legno storto. La parola d’ordine sembra essere: liberarsi della valuta in dollari prima che perdi sempre più valore nei confronti dell’euro.

Un appello dal popolo africano per Walter Veltroni! Giugno 24, 2007

Posted by polspot in Politica.
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Quando penso a come, alla fine mi hai ridotto tu (…) Quando penso a come, mi hai preso in giro però (…) Io no, io no, io no io non ti dimenticherò… Io no, io no, io no, io non ti perdonerò… (Io no…, Vasco Rossi, Canzoni per Me, 1998)

Walter Veltroni per favore non dimenticarti la causa africana! Il popolo africano ha bisogno di te, l’ITALIA NO!!! Già Roma ha patito abbastanza! Ti prego l’ITALIA NO!!!

Faccio appello a tutti gli spiriti liberi e volenterosi del mondo libero di internet. Invitiamo il popolo africano a richiedere ufficialmente la presenza fisica del loro ambascitore mondiale: un uomo savio e giusto quale Walter Veltroni può risolvere tutti i loro problemi. Africa needs Walter!

You and I per Hillary Giugno 24, 2007

Posted by polspot in Internet, Politica, Usa 2008.
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Finalmente è arrivata… la tanto agognata canzone per Hillary ha un titolo YOU AND I ed un’autrice CELINE DION.

 YOU AND I

High above the mountains, far across the sea
I can hear your voice calling out to me
Brighter than the sun and darker than the night
I can see your love shining like a light
And on and on this earth spins like a carousel
If I could travel across the world
The secrets I would tell

You and I
Were meant to fly
Higher than the clouds
We’ll sail across the sky
So come with me
And you will feel
That we’re soaring
That we’re floating up so high
Cause you and I were meant to fly

Sailing like a bird high on the wings of love
Take me higher than all the stars above
I’m burning, yearning
Gently turning round and round
I’m always rising up I never
Want to come back down

You and I were meant to fly

Queste ultime due mosse (la canzone e il video di introduzione) della Clinton che nel bene e nel male anche in Italia stanno facendo parlare di lei sono i presupposti per una campagna elettorale che farà molto parlare di lei e per lei…

C’è chi dice è una strega, tanto lei se ne frega. Ai giudizi degli altri non fa neanche una piega! (La strega, Vasco Rossi,1979)

Su SpinDoc l’articolo originale

Gioventù spaesata Giugno 17, 2007

Posted by polspot in Politica.
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Segnalo un sentito articolo su Articolo 21 sulla “stanchezza generazionale” che prende a noi “giovani”… L’articolo si riferisce ai giovani di sinistra, ma anche a destra non è che si stia molto meglio… Si può essere di destra o di sinistra siamo comunque tutti coinvolti… il pane non ha colore, i sogni non hanno tempo e la vita è per tutti una (un brivido che vola via, per dirla alla Vasco)…

Se neanche 40.000 pompini posson bastare… Giugno 12, 2007

Posted by polspot in Politica.
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… a “vincere” le elezioni e ad essere eletti in Belgio, vuol dire che il popolo belga o e troppo coglione o è troppo intelligente…

La più amata e famosa candidata al senato del Belgio Tania Dervaux sfortunatamente non ce l’ha fatta, arrivando a prendere solo lo 0,18 di preferenze.

Un grazie ad Arturo per l’aggiornamento costante che con il suo ultimo post non ci fa perdere la speranza… i fan avranno sicuramente modo di continuare a seguire le sue migliori performance…

Flip-flop: governo ma manifesto! Giugno 10, 2007

Posted by polspot in Politica.
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Potrebbe sembrare una barzelletta, invece non lo è. La manifestazione degli «antagonisti moderati», o della sinistra «anti-Bush» ma «filo-governo», è stata un fiasco senza precedenti. Vai a capire perchè… Governare il Paese e manifestare contro il Governo del Paese. Possibile che ancora i politici non capiscono le cognizioni basilari della logica?

su il Giornale

Elite Giugno 9, 2007

Posted by polspot in Cultura, Politica.
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Fresco di uscita (prima ed. febbraio 2007), il libro “Elite e classi dirigenti in Italia” a cura di Carlo Carboni è assolutamente da leggere per tutti coloro che si occupano di comunicazione politica, ma non solo. Il libro infatti affronta con precisione statistica, dati alla mano (sono stati esaminati 5466 curricula contenuti nel Who’s who del 2005) quello che è il variegato universo di un élite nazionale con importanza internazionale. Infatti è stato impossibile per gli autori analizzare (per ovvie ragioni) tutti quei personaggi che fanno parte del potere latente e di quello illegale, ma anche quella parte della classe dirigente locale e nazionale priva di visibilità internazionale. I personaggi analizzati ricoprono posizioni di vertice nei campi: culturale-professionale, economico, politico, dello sport e dello spettacolo. Il risultato è un interessante radiografia delle élite italiane: chi sono e che caratteristiche hanno, (“se nel 1998 le nostre élite presentavano una maggioranza di  cinquantenni, nel 2004 sono i sessantenni ad esserlo, come dire sono sempre gli stessi, più invecchiati, ma un nucleo di potere permanente”, e l’88% sono uomini).  Per rimanere in ambito della comunicazione, gli autori sottolineano come gli accademici ed i giornalisti rimangono (oltre ad essere il settore con più vecchi, età media 66 anni) i demiurghi del potere comunicativo e simbolico, essendo i “veri artefici delle piattaforme culturali in Italia, poiché nell’arena dell’opinione pubblica stabiliscono i necessari equilibri ideologici, politici, di interesse e regolativi tra le power élite”.Sull’élite politica, gli autori innanzitutto tendono a sfatare alcuni miti tra cui quello “gerontocratico” (difatti il ceto politico istituzionale sembra essere il più giovane: dominanza dei cinquantenni e forte incidenza dei quarantenni e l’età media si attesta ai 57 anni) e quello sul passaggio generazionale poiché rimane il settore con il più alto tasso di ricambio (poco sopra il 50%). Si evidenzia però, come “il problema delle nostre élite politiche, non stia tanto nel profilo morfologico-curriculare, ma nel costituire sempre più una nomenclatura pronta a mortificare il bene comune a favore di centri di potere articolati per interessi: una sorta di rete panpolitica di interessi”.Senza addentrarmi ulteriormente nell’ approfondito studio degli autori, basterà qui dire che gli autori passano poi in rassegna le élite economiche, quelle culturali, quelle mediatiche, per concludere con un capitolo che analizza il potere, l’élite, la classe dirigente da un punto di vista più sociologico.

Il pregio di questo libro è di dire tante cose in poco spazio, è un libro pieno di spunti di riflessione, è un libro che può essere il punto di partenza per ulteriori e approfondite analisi sull’élite e sulla classe dirigente italiana che dovrebbero essere l’espressione massima della nostra nazione e che invece sembrano arroccarsi su posizioni antiquate e conservatrici sempre in ritardo rispetto a quello che succede nel mondo fuori dell’Italia.

Elite e classi dirigenti in Italia, a cura di Carlo Carboni, Laterza Editore, 2007 euro 10

Pubblicato anche su SpinDoc

Cercasi a(i)uto Giugno 7, 2007

Posted by polspot in Politica.
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Quante volte abbiamo lasciato la nostra macchina nelle strisce blu, controllato cartelli e quant’altro affinchè fossimo sicuri che l’auto non ce la portassero via i mostri, l’incubo di tutti i romani, gli irriducibili Carri Attrezzi. La città di Roma si finanzia angustiando i cittadini. Non c’è nessuna pietà per chi non parcheggia l’auto dove deve. Eppure tavolta capita che anche se si è parcheggiato bene, il giorno dopo non c’è più l’auto, sparita nel nulla…

A(i)uto!!!

Ripropongo la dichiarazione dell’On. Giro: “Forza Italia esprime forte preoccupazione per i metodi adottati dal Comune di Roma attraverso la polizia municipale alla vigilia della visita del presidente della Repubblica all’Accademia dei Lincei a Trastevere. Come era giusto che fosse il luogo circostante all’Accademia dei Lincei, in particolare via della Lungara, è stato liberato dalle auto parcheggiate regolarmente lungo le strisce blu. Una iniziativa giusta, per permettere al corteo presidenziale di giungere senza ostacoli. Tuttavia nella giornata precedente l’arrivo del presidente, il 6 giugno non appariva alcun segnale nè nastro giallo della polizia municipale che segnalasse il divieto di parcheggio e quindi il rischio di una rimozione. Questi segnali ostativi sono inopinatamente apparsi solo nella mattinata di oggi, due ore prima dell’arrivo del presidente della Repubblica, con il risultato disastroso di una massiccia rimozione di numerose automobili, con la coda spiacevole delle inevitabili proteste dei proprietari che, sopraggiunti, non hanno trovato più la loro automobile. È  grave, è la dimostrazione dello scarso rispetto che si ha verso i cittadini. Al danno si aggiunge pure la beffa di dover sopportare le giustificazioni poco credibili fornite dall ‘amministrazione comunale, secondo la quale esisterebbe una determina dirigenziale n 1044 del 5 giugno 2007, che disponeva il divieto di parcheggio su via della Lungara la mattina del 7, un provvedimento del tutto sconosciuto ai cittadini, che non venivano informati il giorno precedente, e quindi inapplicato di fatto e inapplicabile di diritto. Per riottenere l’auto gli abitanti di via della Lungara hanno dovuto subito sborsare di tasca loro 65 euro e subire una multa di 36 euro totale 100 euro, una vergogna, una ingiustizia intollerabile, l’ennesima prova dell’arroganza del potere. I cittadini devono rispettare leggi, decoro urbano, norme della sicurezza stradale ma questo non vuol dire che debbano essere trattati con così scarso rispetto. Spiace che questo sia accaduto a margine della visita importante del presidente della Repubblica. Ci auguriamo che per la visita di Bush vengano fornite ai cittadini informazioni precise e visibili con cartelli nastri e quant’ altro.”

Penso che per venerdì e sabato la soluzione ottimale sia quella di abbandonare Roma…